Rifugio Alpino
Lago della Vecchia
(m. 1872)
Comune di
Sagliano Micca (BI)
Comunità Montana
Valle del Cervo
La Bürsch
AVVISO! - L'elicottero di servizio per la Festa delle Genti partirà dalla piazzola di Rosazza alle 08:30 e non da Piedicavallo come gli altri anni.

Una valle di pietra.

Inserita tra la Valsesia e la Valle di Gressoney, l'Alta Valle del Cervo è racchiusa in una catena ininterrotta e omogenea di montagne, che ha nella Cima di Bo (2556 m) la sua massima elevazione, è attraversata da nord a sud dal maggior corso d'acqua della Provincia di Biella. Nel secolare confronto con una natura aspra, la gente del luogo ha utilizzato al meglio i pochi spazi disponibili per le abitazioni e per le attività rurali. Ne è scaturito un paesaggio sostanzialmente integro, dove ambiente naturale e opera dell'uomo si fondono spesso in modo mirabile.
E chi vi abita conosce appieno il significato della parola Bürsch, casa o piccola patria nel senso completo che gli inglesi danno alla parola home, l'antico nome di probabile origine walser adottato dalla Comunità Montana come segno distintivo di una tipica radice storica. L'accessibilità dei valichi posti sullo spartiacque e l'importanza del mercato di Andorno hanno favorito, fin dal 1200, il popolamento e l'incontro tra etnie eterogenee, fatto ancora oggi testimoniato dalla presenza di cognomi e toponimi di chiara derivazione germanica e franco-provenzale. Allo stesso modo si sono radicate consuetudini comunitarie di vita e di lavoro che hanno permesso la sopravvivenza di una peculiare cultura valligiana, unica nel territorio biellese. Nei secoli passati, le scarse risorse la mancanza di opportunità locali hanno favorito l'emigrazione degli uomini della Valle, prima stagionale e poi temporanea. Manodopera e lavoro.Si è trattato di una emigrazione qualificata, fatta di scalpellini, muratori e capo mastri, portatori di una significativa tradizione di lavoro. All'origine vi è la presenza, nella Valle, della sienite, una pietra particolarmente adatta alle costruzioni.
L'apertura delle cave, l'esistenza delle Scuole Professionali ad indirizzo edile di Campiglia e di Rosazza sono state il fondamento dell'economia valligiana, testimoniata da opere presenti in tutto il mondo. Le vicende storiche vedono l'alternarsi di momenti comunitari e di divisioni, ma costante è lo spirito di autonomia, caratteristica di tutte le popolazioni alpine. Nel 1906, con la costituzione del Comune di Rosazza che va ad aggiungersi ai già esistenti Comuni di Campiglia Cervo, Piedicavallo, Quittengo, e S. Paolo Cervo, la situazione amministrativa si stabilizza in modo definitivo.
La nascita, nel 1973, della Comunità Montana Alta Valle del Cervo pone le basi per il mantenimento dei valori comuni, maturati in secoli di storia; mantenimento che non viene meno nella nuova realtà amministrativa venutasi a configurare nell'agosto 2003 con la costituzione di un'unica Comunità Montana "Valle del Cervo - La Bürsch" derivante dalla fusione dell'Alta e della Bassa Valle Cervo. Un aiuto al sostegno dell'autonomia culturale e sociale della realtà montana può certamente venire dalla promozione dei valori ambientali, dalla ricca cultura trasmessa dai segni della presenza umana, dalla funzione insostituibile di presidio e di salvaguardia svolta da quanti ancora abitano in Valle. È questo un invito alla scoperta di un luogo più che piacevole, dove i passi scanditi sulle dure pietre, il rumore delle acque e le voci di saluto riempiono ancora tutta la colonna sonora della vita.

 

Arte, fede e tradizioni di un ricco cammino culturale.

PortatriciIn un territorio relativamente poco esteso come quello della Bürsch, pochi si aspettano una tale abbondanza di stimoli culturali che trovano nello storico Santuario di S. Giovanni e nella Casa Museo i luoghi più rappresentativi. Costruito in una posizione dominante tale da essere visto da buona parte dei suoi cantoni, il complesso dell'Ospizio Santuario dedicato a San Giovanni Battista è il punto di riferimento spirituale e sociale della Valle.
La sua monumentalità architettonica, le funzioni comunitarie sviluppate in quattro secoli di storia, le caratteristiche dei percorsi devozionali di accesso, sono testimoni di una impor­tanza che nel Biellese è seconda solo a quella del vicino Santuario di Oropa, con il quale è collegato da una ardita strada voluta alla fine dell'Ottocento da Federico Rosazza, grande figura di mecenate locale. Le opere del Senatore Rosazza (1813-1899), realizzate negli ultimi tre decenni dell'Ottocento, hanno segnato una tappa storica e in parte modificato l'aspetto di molti luoghi della Valle.

A Rosazza, suo paese natale, sono stati costruiti palazzi, ponti, la nuova Chiesa e il Cimitero e altre opere che hanno dato alla borgata quell' impronta monumentale ancora oggi ben percepibile. Assolutamente uniche nell'arco alpino sono poi le iscrizioni rupestri lungo le mulattiere della Gragliasca e della Vecchia, fatte incidere da Federico Rosazza durante i lavori di sistemazione viaria da lui promosse.
Borgata "Gli Ondini" di Campiglia Cervo. Sullo sfondo Forgnengo.Tutti questi ed altri interventi stanno ora diventando parte di un progetto ecomuseale diffuso in tutta l'Alta Valle del Cervo. Altri tesori, piccoli e grandi, sono disseminati un po' ovunque: le brevi distanze permettono di scoprirne molti anche in breve tempo. Meritano sicuramente una visita la chiesetta di S. Maria di Pediclosso, il più antico edificio religioso della Valle, situato sulla antica strada per S. Giovanni e Oropa; il celebre polittico (1565) di Bernardino Lanino, una tempera su La "pista" da canapa a Rialmossotavola a più ordini con Madonna e Santi nella parrocchiale di Campiglia Cervo; la tela della Madonna con Bambino nell'Oratorio degli Ondini, pregevole opera settecentesca di Giovanni Antonio Cucchi, la "pista di Rialmosso", una delle poche "macchine" in legno ancora esistenti nel Biellese, un tempo utilizzata per la frantumazione e sfilacciatura della canapa.

















Rosazza: Interno della Casa MuseoChi vuole conoscere la memoria storica dell'Alta Valle del Cervo, le sue tradizioni, i costumi, troverà la risposta esauriente nella Casa Museo di Rosazza, contenitore emozionante, valido strumento di educazione permanente e di crescita culturale per le nuove generazioni. In questa tipica casa al centro della borgata sono riproposti ambienti, documenti, immagini ed oggetti pazientemente raccolti e sapientemente esposti. Ma altrettanto gratificante potrà essere il girare, senza una meta precisa, tra i paesi e i cantoni dell'Alta Valle. Si potranno osservare molti nuclei urbani sostanzialmente intatti, spesso inseriti a fatica, ma con grande dignità, in una natura aspra e poco disposta a concedersi alle esigenze umane.
Come a Piedicavallo, in testa alla Valle, dove la presenza del Teatro "Regina Margherita", della Chiesa cattolica e di quella evangelica documentano anche la vivacità culturale di un tempo. Oppure a Sassaia, raccolta in un cuore di case, e ad Oriomosso, in felice posizione panoramica. E ovunque ville, palazzi signorili, piccoli giardini, cappelle, meridiane a testimoniare il compiacimento e la volontà di vivere nella Valle.

Il centro di Rosazza
Monte Cresto.
Dislivello: 500 m circa dall′attacco alla vetta.
Difficoltà: PD.
Il Monte Cresto
Dente della Vecchia
Originale campanile di ottima roccia che si trova sul versante sud della Valle della Vecchia
Monte Bo
Via Sperone Erik
Sviluppo 350 m, 6a max / A0 attrezzata a spit - materiale occorrente 10 rinvii e 2 corde
Cascata della Vecchia
Questa cascata si forma in uscita dal Lago della Vecchia che scende con diversi salti.

Gestore del Rifugio Alpino Lago della Vecchia

Valeria Coda Zabetta
Via Garella, 46 - 13900 Biella (BI)
P. IVA 02170840025